Quando decise di acquistare Castello d’Albola, in seguito a quello che lui stesso definisce un "colpo di fulmine", uno degli intenti di Gianni Zonin fu quello di riuscire a dare una nuova vita produttiva a questo giacimento di vini toscani d'eccellenza. Rientra nell’ambito di tale progetto la costruzione di una nuova cantina.
Dopo aver individuato la posizione ideale al fine di conciliare le esigenze della produzione con il rispetto del contesto paesaggistico-ambientale, la struttura è stata costruita su un poggio panoramico a poca distanza dal borgo medioevale.
Scavata nella roccia, la cantina, che segue il naturale declino della collina al di sopra dei vigneti e del Castello d’Albola, è distribuita su due livelli. Uno esterno a nord, destinato alla vinificazione delle uve ed alle aree tecniche, e uno sotterraneo destinato per due terzi allo stoccaggio dei vini in tini di acciaio termo-controllati da un sistema computerizzato e per un terzo all’affinamento dei vini rossi in barriques.
La cantina di imbottigliamento è separata dalla cantina madre ed è totalmente interrata. Il progetto di questo locale ha previsto la realizzazione di un prato verde e la messa a dimora di olivi sopra la copertura per migliorare l’inserimento nel contesto agricolo circostante.
Le strutture verticali ed orizzontali, lineari e semplici nel loro rigore architettonico, sono state ricoperte di pietraforte locale e di alberese e le coperture con una struttura di legno lamellare per un fronte lungo 100 metri e profondo 40 metri.
Le cantine storiche sotterranee, dalle imponenti volte edificate in passato dai Pazzi e dai principi Ginori Conti - che si trovano invece nell’antico borgo di Albola - sono tornate a vivere e oggi ospitano grandi botti da 60 hl di prezioso rovere di Slavonia e ancora barriques di rovere francese della regione di Allier.