Da visitare
Gaiole in Chianti con le sue dolci colline.
Fu proprio il Chianti che negli anni ‘70 inaugurò un nuovo modo di intendere la campagna, uno stile che fuori dai confini italiani dette origine a un neologismo: Chiantishire. Questa terra continua a essere famosa in tutto il mondo per il meraviglioso paesaggio e le tradizioni popolari - ancora integre - che possiede.
Il Chianti comprende un’area collinare molto estesa, delimitata a nord dal fiume Ombrone, a est dai monti del Chianti, a sud dal fiume Arno e a ovest dalla valle Elsa che prende il nome dall’omonimo fiume.
Dopo la visita a Castello d’Albola le tappe consigliate sono:
Radda in Chianti
Si erge su una collina coperta di boschi e vigneti, tra le valli della Pesa e dell’Arbia, dove signori e potenti esercitarono il loro dominio. Prima i Marchesi di Toscana, poi gli imperatori Arrigo VI e Federico II, compresi i conti Guidi.
Agli inizi del XIII secolo il comune di Firenze la annesse tra i propri possedimenti. Radda diventò prima capoluogo di uno dei terzieri della Lega del Chianti, poi nel ‘400 sede del podestà e, nel 1415, capoluogo dell’intera Lega per volontà dei Medici. Nella sua storia si annoverano le battaglie contro Siena, l’attacco degli Aragonesi che la bruciarono, poi un periodo di decadenza (verso la fine del 1700).
La città preserva integro il suo aspetto medievale. Si possono ancora vedere i resti delle antiche mura ed alcuni torri d’avvistamento. Particolare è la facciata del Palazzo Pretorio costruito nella seconda metà del 1400, ornata di stemmi maiolicati dei podestà. Rimane nella sua forma originale il loggiato a pian terreno, mentre i piani più alti hanno subito modifiche nel tempo.
Radda è stata capoluogo del terziere della Lega del Chianti. Lo stemma della comunità di Radda è rappresentato da tre olmi d’oro su uno sfondo blu, perché anticamente quegli alberi crescevano davvero nella piazza del castello.
Per gli appassionati d’arte, poco lontano dal centro storico, si trova il convento francescano di Santa Maria al Prato trasformato in museo d’arte sacra.
Castellina in Chianti
Dalla cima di un colle domina le valli dell’Arbia, dell’Elsa e della Pesa. Vanta origini antichissime, come documentato dai ritrovamenti delle necropoli etrusche di Montecalvario e Poggino. Su un preesistente insediamento romano, nel XIII secolo fu costruito il borgo fortificato.
Divenne capoluogo di uno dei terzieri della Lega del Chianti. Alla caduta della repubblica senese, Castellina entrò a far parte del Granducato di Toscana.
La rocca ha forme d’architettura militare, con un cassero di grandi dimensioni, ed oggi è sede del Comune. Ma davvero curiosa è Via delle Volte, un camminamento militare, sotterraneo, situato lungo la cinta muraria. Dalle feritoie si gode uno splendido panorama sul Chianti. Le antiche porte d’accesso non esistono più, ma nel centro si possono ammirare bei palazzi del XV-XVI secolo appartenuti alle nobili famiglie dei Bianciardi, Segni-Straccali-Ugolini(bugnato cinquecentesco).
Da vedere nella chiesa di S. Salvatore (sorge dove un tempo si trovava la porta fiorentina), in stile romanico d’imitazione, l’affresco La Madonna e il bambino del Maestro di Signa.
Gaiole in Chianti
Di probabile origine longobarda, Gaiole si distende su dolci colline ricoperte da boschi di castagni e lecci, vigneti e oliveti, lungo il corso del torrente Marsellone. Il suo nome sembra derivare da “gaggio” o “giaggiolo”, che indicava un grande bosco ideale per il pascolo delle greggi.
Per la sua posizione di fondo valle fu un importante mercato che già attorno al Mille radunava i popoli vicini per il commercio e la mercatura. Nel 300, Gaiole diventa capoluogo di uno dei terzieri del Chianti e da quel momento, essendo terra di confine, per quattro secoli è al centro degli scontri tra i comuni di Firenze e Siena, fino alla conclusiva disfatta di Siena nel 1555.
Si succedono al potere i Medici e i Lorena, ma anche il potere religioso è parte integrante della storia di Gaiole. Nel paese restano solo delle tracce degli edifici medievali; poco fuori, in direzione ovest, merita una visita la pieve di Santa Maria a Spaltenna. In stile romanico del XII secolo, dalle linee semplici ma eleganti, la pieve, nella facciata rivolta verso Siena, accentua il suo carattere di edificio fortificato.
A pochi chilometri si trova il borgo fortificato di Vertine (XII-XIII secolo), circondato da una cinta ovale di mura che ha conservato integro nel tempo il suo aspetto medievale.
Greve in Chianti
Sin dai tempi del Medioevo, la storia di questo splendido comune è legata alla piazza principale, antico centro economico e culturale della città. Ogni sabato, appena albeggia, i venditori ambulanti del mercato di Greve stipano la piazza ellittica e in pochi minuti, fra battute salaci all’uso chiantigiano, sono pronti ad esibire le merci.
Tutto il borgo è sempre stato alle dipendenze del Castello di Montefioralle, situato in una posizione strategica in cui si incrociavano tutte le vie di collegamento tra il Valdarno, la Val di Greve e la via che da Firenze attraverso le Colline del Chianti conduceva nel senese, per questo divenne presto il più importante mercato della zona.
Oltre al caratteristico centro storico, meritano una visita la Chiesa Santa Croce (XIX secolo, dove sono conservate diverse opere di artisti locali), Il Museo di Arte Sacra (nel quale si possono consultare tutti gli archivi dell'arte sacra del Chianti), il sacro complesso fortificato della Pieve di Santa Maria a Spaltenna e numerosi castelli nei dintorni, come il già citato Castello di Montefioralle o quello di Vertine o di Verrazzano, appartenuto alla omonima e celebre famiglia oggi trasformato in una masseria.